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dighe artificiali contro le alluvioni Ricorso al TAR
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barriere artificiali contro le alluvioni

 

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Da IL CITTADINO del 30 11 04

Al S. Francesco lo spettacolo voluto “per non dimenticare”

L’alluvione due anni dopo: in scena drammi e ricordi

LODI Un’occasione per ricordare facendo spettacolo la grande paura di due anni fa, con l’alluvione che mise in ginocchio la città di Lodi. Ma Dalle rive dell’Adda... per non dimenticare è stata anche una serata di quelle che servono ogni tanto per ricordarci d’essere lodigiani, o di vivere da queste parti, o di quale ricchezza in cultura e tradizioni siamo custodi, col compito, che sarebbe un peccato mortale non esercitare, di conservarla, di farla conoscere anche in questo modo. Ospitata nel teatro San Francesco è stata una manifestazione veramente costruita bene e varia nei generi offerti, dalla prosa alla poesia, dalla cronaca alla musica, al teatro e ai canti popolari. E tra i due tempi dello spettacolo non è mancato “lo sfogo” sullo stato delle cose (progetti d’interventi del comune sul fiume non condivisi, promesse non mantenute, rimborsi “farsa”) di Domenico Ossino, presidente del Comitato Alluvionati Lodi Onlus, promotore di questa iniziativa nel secondo anniversario dell’alluvione del 26 novembre 2002 che interessò tutte le zone basse di Lodi, da Campo Marte a Selvagreca, da Porta Milano al Pratello, a S. Gualtero, come mai era stato nelle alluvioni precedenti.Interpreti “dalle rive dell’Adda delle gioie e dolori attorno al fiume con voci, rime, canti e varia umanità della tradizione lodigiana”, due compagnie teatrali in un mix alterno in scena risultato gradevole: l’ultima nata “Lavori in corso” con le voci di Luciano Allegri, anche suo regista, Alessandra Banchieri e Mirna Di Vita, e la prima nata, classe 1958, del “Teatro dei giovani di Lodi”, con Bruno Pezzini regista, Carla Galletti, sempre splendida anche come conduttrice della serata, Ermanna Croci, Francesca Musella e l’eterna e simpaticissima Cesarina Spoldi. Nel repertorio di “Lavori in corso” la lettura di brani, tra storia e leggenda, e di poesie scelte dalle opere di letterati del passato (Ada Negri, Defendente Lodi, e altri ancora) e del presente (Andrea Maietti) e cronache dal «Cittadino» sulle inondazioni del 1951 e 1976 ancora vive in tanti, con qualche richiamo alle precedenti del 1928 e di fine ‘800. Cose che si sono ascoltate volentieri e che, recitate in quel modo, ha fatto piacere scoprire o ripassare; sicuramente applaudire. Nell’omaggio alla città offerto dal “Teatro dei giovani di Lodi”, altri brani di storia, altre curiosità legate al nostro fiume, e altre poesie, alcune molto belle dello stesso Bruno Pezzini, recitate con grande padronanza dell’arte teatrale da Ermanna Croci (veramente brava in Una storia come tante) e da Cesarina Spoldi (in La sdernera), si sono aggiunte, ma con un crescendo d’allegria per la comunicativa della Spoldi e della Croci nella scena “ruspante” della dote da La Sposa Francesca del De Lemene, e soprattutto per i canti popolari, nei quali si è esibita con una voce e uno stile da professionista Francesca Musella. Mentre conoscevamo già Cesarina Spoldi, e quanti anni le vanno via ogni volta che calca un palcoscenico anche nella “variante” di cantante di stornellate o strambotti che hanno coinvolto il pubblico a seguirla in coro. Erano accompagnati alla pianola dal maestro Angelo Martinenghi, capace di aggiungere la sua voce anche lui ai ritmi creano le sue mani. Oltre ai tanti sostenitori presentati e ringraziati, dal S. Francesco ad Armando e Maria Rosa Fiori, anche una sottoscrizione a premi per la difesa del territorio, la salvaguardia del fiume, la sicurezza dei cittadini, offerta all’ingresso in teatro e che sarà estratta dal Comitato Alluvionati Lodi Onlus il 19 gennaio 2005, S. Bassiano, patrono di Lodi. Primo premio: un week end a Praga per 2 persone.

Giuseppe Pratissoli

Da LA TRIBUNA DI LODI del 4 12 04

Per la Regione non ci sono dubbi

Ha ragione Ossino

“Caro Felissari, ti invito, con l’intera giunta, a fare un sopralluogo sull’Adda insieme a me”. Ancora sul barcone che l’ha portato a vedere di persona le condizioni attuali dell’Adda il giudizio di Domenico Zambetti (Udc),presidente regionale della Commissione Ambiente, è categorico. “Oltre agli interventi già previsti e finanziati, che siano nuovi argini o il rafforzamento delle sponde - ha detto Zambetti al termine del sopralluogo - ritengo indispensabile che venga pulito il letto del fiume, il quale in alcuni punti appare impraticabile. La Regione ha intenzione di fare tutta la sua parte”, ed ha aggiunto :“Non sono qui per iniziativa personale, ma per scopi istituzionali. Per questo – ha garantito Zambetti, - mi impegno a portare all’attenzione della commissione ambiente i problemi constatati oggi e a portare qui a Lodi per un sopralluogo gli stessi componenti della commissione”. Il giornalista del Cittadino Fabrizio Tummolillo registra fedelmente l’opinione di altri presenti all’incontro. “Nessuno ha chiesto di togliere venti metri di fondo, ma almeno un metro e mezzo, due - auspica Cesare Vianelli, abitante nell’Oltreadda, tra gli alluvionati di due anni fa esatti -. Poi bisognerebbe pulire le rive, togliere lo sporco, i tronchi morti. Ormai viviamo con la paura di rivivere quei momenti”. Al suo fianco Graziella Majoli trattiene la rabbia a stento: “Dopo due anni siamo ancora alle parole. È meglio che non dica altro”. “Si vive male - spiega ancora Vianelli -. Quando l’Adda comincia a salire si finisce con l’andare avanti e indietro dal ponte a casa per vedere se il livello sale o scende. È un’angoscia costante, continua”. Nelle stesse ore, anche la Provincia di Lodi, attraverso un comunicato della commissione Ambiente ha modificato radicalmente la propria posizione: via libera alle escavazioni controllate del fiume. La visita del presidente della Commissione ambiente della Regione è una vittoria completa delle tesi sostenute in questi anni con tenacia da Domenico Ossino, presidente del comitato riva destra. Speriamo che alle parole adesso seguano fatti.

Comunicato Stampa del 22 11 2004

Dalle rive dell’Adda: gioie e dolori attorno al fiume. 

Voci, rime, canti e varia umanità della tradizione lodigiana

In queste frasi è racchiuso il senso dello spettacolo che il Comitato Alluvionati Lodi Onlus di Lodi, presieduto da Domenico Ossino, organizza per la sera di venerdì 26 novembre prossimo, alle ore 21, presso il Teatro San Francesco, nella via omonima a Lodi, con l’intento di non dimenticare la disastrosa esondazione del fiume Adda, avvenuta proprio il 26 novembre di due anni fa.

Lo scorso anno, a dodici mesi dall’evento, una fiaccolata si snodò per le vie della città; quest’anno, invece, il Comitato ha pensato ad un momento di riflessione attorno alle “gioie e dolori” che il “nostro” fiume suscita da sempre nell’animo di chi lo vive quotidianamente.

Protagonisti della serata saranno le voci recitanti del Gruppo “Lavori in Corso” di Luciano Allegri e le mitiche anime del “Teatro dei Giovani di Lodi” di Bruno Pezzini, tra cui brillerà la presenza di Cesarina Spoldi.

Presenterà lo spettacolo Carla Galletti.

La serata del 26 novembre si prospetta come una ghiotta opportunità per assistere ad uno spettacolo nuovo e inusuale, dal nutrito programma.

Saranno presentate al pubblico, infatti, alcune pagine di sicuro interesse, frutto di una scrupolosa ricerca sui temi proposti, alcune davvero curiose per il filo che le lega, pur in sé datate, all’attualità; un “excursus” tra temi ricavati dal passato e dal presente (da Defendente Lodi ad Ada Negri, da Francesco De Lemene a Bruno Pezzini, ad Andrea Maietti, fino alle cronache vecchie e nuove) tra letture, poesie, canti popolari: le molte facce, insomma, della nostra tradizione più vera.

Il programma conterrà alcuni brani, tra l’altro,  de “La sposa Francesca”: un omaggio all’autore, Francesco De Lemene, lodigiano del Seicento, molto amato dai cittadini appassionati di teatro; autore che (guarda caso) studiò proprio dai Padri Barnabiti, il cui teatro ospita la rappresentazione, per poi dedicarsi alla legge prima, e all’attività letteraria poi. Di lui, quest’anno, si ricorda la ricorrenza della morte, avvenuta trecento anni fa.

La rappresentazione sarà resa possibile dalla generosa disponibilità delle due compagnie, che con sensibilità ed entusiasmo hanno accolto l’invito del Comitato Alluvionati Lodi Onlus offrendo la massima collaborazione: a loro, il più vivo ringraziamento.

L’ingresso è totalmente gratuito e le porte del teatro saranno aperte a tutti coloro che vorranno godere di uno spettacolo di grande interesse: un inno alla lodigianità, quindi, e un’opportunità per condividere con gli alluvionati le “gioie e dolori” che il fiume, parte tanto importante della città, sa dare.

 

Da IL CITTADINO DEL 8 11 04

Alluvionati in assemblea: temono una nuova piena e denunciano contributi indebiti 

La beffa dei rimborsi della regione: «Hanno evaso 80 domande su 464» 

Il Comitato alluvionati teme un altro 26 novembre 2002. Nel corso dell’assemblea di venerdì scorso presso il salone dell’oratorio del Borgo –scelta strategica vista la vicinanza col fiume Adda - il presidente Domenico Ossino ha dichiarato di temere che la mancata messa in sicurezza degli argini lesionati durante la piena di due anni fa possa contribuire a replicare lo spavento di quei giorni. La tesi è stata appoggiata da tutti i partecipanti all’assemblea, fra i quali erano presenti il vice presidente del consiglio provinciale Franco Pinchiroli e il consigliere provinciale ds Luca Canova. Fra timori di un altro novembre 2002 e le notizie di interventi di messa in sicurezza, Domenico Ossino ha ribadito le sue perplessità. «Siamo contrari alle chiuse e agli argini al Pratello – ha affermato Ossino - perché in caso di esondazione la zona si trasformerà in piscina. Siamo anche contrari alle barriere che consolidano gli argini, in quanto basterebbe attuare la semplice manutenzione del fiume, delle sue rive e dei suoi fondali per ottenere risultati migliori. Sono trent’anni che non si esegue la necessaria manutenzione e i risultati si vedono: da Spino a Lodi le rive dell’Adda fanno schifo, sono ancora imbrigliati tronchi d’albero trasportati dall’ultima alluvione. In molti tratti, anche nell’ambito cittadino, affiorano isolotti di ghiaia e l’acqua non transita più. La conseguenza è che il ponte di Lodi si regge per miracolo, visto che la corrente incide sui primi pilastri e che ha scavato buche profonde 8-12 metri. La briglia a valle del ponte fa più danni che bene, la corrente che proviene dal salto ha scavato buche profonde e danneggia gli argini della riva destra. Inoltre occorrerebbe rimuovere i sedimenti di ghiaia fino a Boffalora attuando una giusta regimazione dell’alveo. In mancanza di ciò, prepariamoci ad un’altra alluvione perché anche la pista ciclabile rialzata per Boffalora sarebbe un palliativo». I componenti del Comitato hanno lamentato inoltre la latitanza degli organismi competenti (Aipo e Autorità di bacino) ma non hanno mancato di criticare il presunto immobilismo del comune. Nel corso della prossima campagna elettorale il Comitato ha annunciato che parteciperà a tutti gli incontri in modo da far sentire e vedere la propria presenza. Il comitato è quindi passato ad analizzare la beffa dei rimborsi provenienti dalla regione. Critiche sono state mosse ai criteri usati dall’assessore regionale per erogare i contributi. Su 464 domande presentate, i soggetti beneficiati sono stati solo ottanta. I benefici erogati – 570.289 euro - sono pari ad un acconto del quaranta per cento, al netto della franchigia di 2500 euro. La quota rimanente verrà liquidata solo in un secondo tempo. In pratica però il 61 per cento dei fondi stanziati dalla regione – che ricordiamo era pari a circa due milioni e mezzo di euro - dovrà essere ritornato e non verrà erogato agli alluvionati lodigiani. Perplessità sono state quindi avanzate in merito all’erogazione di un contributo di circa 120 mila euro ad un unica persona abitante in via Vecchio Bersaglio, forse un dipendente comunale. Gli alluvionati hanno annunciato poi la festa del 26 novembre, al Teatro alle Vigne di Lodi, e la lotteria per reperire i fondi.

Daniele Acconci

 

 

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